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Quando una relazione violenta finisce, ma continua a vivere nelle relazioni successive.

Dopo una relazione caratterizzata da violenza, controllo o svalutazione può essere difficile fidarsi di nuovo. Comprendere gli effetti delle esperienze passate può aiutare a costruire relazioni più sicure.


Quando ciò che è accaduto continua a influenzare il presente

Uscire da una relazione violenta non significa necessariamente sentirsi immediatamente libere dalla sua influenza.

A volte la relazione è terminata da mesi o da anni, la persona violenta non fa più parte della nostra vita eppure qualcosa continua a ripresentarsi nelle relazioni successive.

Può essere difficile fidarsi.
Si può avere paura di essere nuovamente controllate, svalutate o abbandonate.
Si può interpretare una distanza del partner come un segnale di pericolo oppure, al contrario, avere difficoltà a riconoscere comportamenti che dovrebbero far riflettere.

In altri casi può diventare difficile sentirsi davvero vicine a qualcuno.

“So che questa persona è diversa, ma non riesco a sentirmi al sicuro.”

È un’esperienza che può comparire dopo una relazione caratterizzata da violenza fisica o sessuale, ma anche da controllo, minacce, umiliazioni, svalutazione, isolamento o manipolazione.

Quando una persona ha dovuto a lungo proteggersi all’interno di una relazione, può avere imparato a prestare una grande attenzione ai segnali dell’altro: il tono della voce, un cambiamento nell’umore, un silenzio, una critica.

Quella che in passato è stata una modalità necessaria per proteggersi può continuare a essere attiva anche quando il pericolo non c’è più.


Perché può essere difficile fidarsi di una nuova persona?

Una nuova relazione dovrebbe rappresentare un’esperienza diversa. Tuttavia, le esperienze precedenti possono influenzare il modo in cui interpretiamo ciò che accade nel presente.

Un messaggio a cui il partner non risponde può diventare motivo di forte preoccupazione.

Una discussione può essere vissuta come l’inizio di qualcosa di pericoloso.

Una richiesta di spazio può essere interpretata come un rifiuto.

Oppure può accadere il contrario: si può essere così abituate a mettere in secondo piano i propri bisogni da non riuscire più a riconoscere immediatamente ciò che non ci fa stare bene.

Per questo non è sufficiente chiedersi perché si continua a scegliere “le persone sbagliate”.

È più utile provare a comprendere quali esperienze hanno contribuito a costruire il proprio modo di stare nella relazione.


Quando una relazione passata diventa una lente attraverso cui guardare quella presente

Dopo una relazione dolorosa possono emergere modalità diverse.

Alcune persone diventano molto controllanti o hanno bisogno di continue rassicurazioni.

Altre tendono a evitare la vicinanza emotiva perché l’intimità è stata associata alla possibilità di essere ferite.

Altre ancora possono sentirsi attratte da persone emotivamente poco disponibili, ritrovandosi inconsapevolmente in dinamiche che ricordano quelle già vissute.

Questo non significa che una persona “cerchi la violenza” o che sia responsabile delle relazioni violente che ha subito.

La responsabilità della violenza rimane sempre di chi la agisce.

Significa piuttosto che le esperienze relazionali possono lasciare delle tracce e influenzare le aspettative, i confini e il modo in cui interpretiamo noi stessi e gli altri.


Riconoscere una relazione che non fa stare bene

Imparare a distinguere una relazione sicura da una relazione problematica può essere particolarmente importante dopo aver vissuto esperienze di violenza.

Alcuni segnali a cui prestare attenzione possono essere:

  • sentirsi costantemente sotto esame;
  • avere paura delle reazioni del partner;
  • dover giustificare continuamente le proprie scelte;
  • essere progressivamente isolate da amici e familiari;
  • sentirsi svalutate o umiliate;
  • essere controllate negli spostamenti, nelle amicizie o nell’uso del telefono;
  • percepire che i propri bisogni non hanno spazio;
  • sentirsi responsabili dell’umore o del comportamento dell’altro.

Una relazione sana non richiede di vivere nella paura.


Tornare a scegliere, non soltanto a proteggersi

Il percorso dopo una relazione violenta non consiste soltanto nel “dimenticare” ciò che è successo.

Può significare imparare nuovamente a riconoscere i propri bisogni, stabilire confini, distinguere il pericolo reale dalla paura legata alle esperienze passate e, soprattutto, recuperare la possibilità di scegliere nella relazione.

A volte il primo passo è molto semplice:

“Quello che è successo allora non deve necessariamente determinare ciò che succederà adesso.”

Un percorso psicoterapeutico può offrire uno spazio per comprendere queste esperienze, dare loro un significato e lavorare sulle conseguenze che continuano a manifestarsi nel presente.

Non per dimenticare il passato, ma per fare in modo che il passato non debba continuare a decidere al posto nostro.


Una nota importante

Se una persona sta vivendo una situazione di violenza o di pericolo attuale, il percorso psicoterapeutico non sostituisce l’aiuto e la protezione dei servizi specializzati. In Italia è possibile contattare il 1522, servizio pubblico gratuito attivo 24 ore su 24 per violenza e stalking.

Se una relazione passata continua a influenzare il modo in cui vivi quelle presenti, parlarne può essere un primo passo per comprendere ciò che sta accadendo.

Dott.ssa Paola Ferrazzi – Psicologa Psicoterapeuta
Busto Arsizio
cell. 320/1957419 – mail paola.ferrazzi01@gmail.com

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