Il lutto è il processo emotivo e psicologico che solitamente si associa alla perdita per morte di una persona cara. Coinvolge dolore, tristezza e difficoltà ad accettare la perdita.
Tuttavia quando si parla di lutto si può fare riferimento anche alla perdita di un qualcosa di importante come, ad esempio, la salute, la fine di una relazione, la privazione del proprio ruolo.
Quando questo avviene l’individuo viene investito da una moltitudine di emozioni negative come dolore, tristezza e difficoltà ad accettare la perdita.
Focalizzandosi sulla perdita di una persona cara è importante valutare il contesto in cui la perdita avviene.
Seppure il lutto porti con sè sempre molto dolore, le situazioni possono essere molto diverse: se si deve affrontare la morte di una persona anziana o di un giovane, un figlio o un parente lontano, se è stato qualcosa di improvviso e inaspettato oppure la conseguenza di una lunga malattia.
Anche le modalità di espressione delle emozioni sono molto diverse da persona a persona. C’è chi piange, chi non riesce a farlo, chi urla, chi ha bisogno di parlare della persona mancata, chi invece preferisce stare in disparte: è importante sapere che ognuno reagisce in modo diverso e che si tratta di reazioni normali, che vanno accettate, rispettate e non giudicate.
La perdita di una persona cara è un evento molto forte, che sconvolge la nostra quotidianità, e per questo anche il nostro corpo può mandare dei segnali di sofferenza: possiamo avere palpitazioni, un senso di disorientamento, nausea, vertigini, sensazioni continue di svenimenti, irritabilità ma anche disturbi dell’apparato gastrointestinale ecc.
Anche nei giorni seguenti l’accaduto, si possono presentare sintomi come inappetenza, insonnia, incubi, difficoltà di concentrazione, ecc.
La forte reazione emotiva conseguente la perdita può far emergere il cosiddetto “pensiero controfattuale” che si concretizza con pensieri schematici come “se solo…allora..” oppure possono affiorare le attribuzioni causali sulle motivazioni del perchè la persona è deceduta come “se l’è cercata” o esterne “era il suo momento”.
Infine si può cercare un “colpevole” per quello che è successo, denigrare il defunto oppure se stessi o terzi. Tutti questi pensieri riguardanti la perdita e legati al momento del lutto possono diventare intrusivi, quindi venire alla mente in modo involontario e ripetuto con un’influenza importante sulla qualità della vita.
La capacità di elaborare il lutto rappresenta una delle competenze basilari per la costruzione del proprio benessere psicologico in quanto concerne la capacità più generale di “tollerare e gestire il dolore mentale” che nel corso della vita tutti ci troviamo ad affrontare.
La capacità di tollerare la perdita si basa su due convinzioni generali: la sofferenza e il dolore esistono e fanno parte della normalità; se questo è vero allora non occorre “immediatamente” eliminarli. È dall’accettazione di questi due principi che è possibile “elaborare il lutto” ossia raggiungere un benessere psicologico nonostante il dolore, le perdite e le sofferenze.
L’elaborazione del lutto passa solitamente attraverso alcune fasi: queste non sono rigide ma variano da persona a persona.
Ecco le principali fasi del lutto:
Il lutto è un processo individuale che richiede tempo per essere elaborato, generalmente mesi o anni. Fasi molto acute possono durare da poche settimane a qualche mese.
E’ di fondamentale importanza riuscire a liberare le emozioni che proviamo nelle diverse fasi del lutto. La rabbia, la disperazione, la paura e via dicendo. In questo modo è possibile, pian piano, riconoscere la perdita subita e “introiettarla” dentro di noi, cioè fare in mondo che il ricordo, il valore della perdita subita risieda nelle nostre menti e nei nostri cuori in modo adeguato. Al contrario, se le nostre emozioni vengono represse ed inibite, andremo incontro a problemi e fatiche fisiche e mentali difficili da gestire e da comprendere. In questo caso la persona perduta non verrà custodita in noi in modo adeguato ma la sua presenza-assenza risulterà un vero e proprio blocco nella nostra vita.
Il tempo aiuterà le nostre menti ed i nostri cuori a risollevarsi, a patto di vivere il dolore della perdita e non di inibirlo!
Un modo di dire assolutamente veritiero è “l”amico c’è nel momento del bisogno” in quanto in queste situazioni tristi e stressanti essenziale è la presenza di una rete sociale e, quindi, di amici e parenti che possono aiutare la persona a superare questi momenti di difficoltà, anche solo con piccoli gesti come una telefonata, un invito a pranzo, un’uscita in compagnia.
Il lutto è un argomento che solitamente crea disagio ed imbarazzo perciò spesso si tenta di evitarlo, ma essendo così basilare la presenza di persone vicino ritengo opportuno dare delle nozioni per affrontare, o in prima persona o chi vuole aiutare qualcun’altro, a superare un momento così difficile.
Un lutto non risolto e patologico può manifestarsi come disturbo depressivo maggiore o disturbo da stress post-traumatico.
Per elaborare il lutto in modo sano è importante parlare dei propri sentimenti con persone di fiducia, onorare i ricordi della persona cara, accettare le proprie emozioni.
Come si è visto molte sono le reazioni possibili, ma è giusto chiedersi: seppur comuni, tali emozioni e comportamenti quanto possono durare?
Secondo lo studio effettuato da Bonanno e & Kaltman (2001), soprattutto se l’evento è stato “potenzialmente traumatico” come una morte improvvisa, violenta o un suicidio, dal 50 all’85% delle persone sperimenta reazioni negative fino alla fine del primo anno dall’accaduto.
Le risorse personali come l’autostima, le credenze individuali, le possibilità economiche e la propria storia individuale sono importanti fattori di protezione, così come il sostegno sociale.
Le persone che ci sono vicine possono anche aiutarci a capire quando c’è bisogno di un aiuto in più. Se le emozioni e i comportamenti che ho spiegato in questo articolo, rimangono invariati per molto tempo, e diventando invalidanti per la persona o la sua vita, oppure quando si presentano delle psicopatologie come la depressione o il disturbo post-traumatico da stress. In tutti questi casi è necessario pensare di chiedere aiuto ad uno specialista, che può aiutare a rileggere ciò che è successo con una mente amica e, quindi, a ripartire.
“Il sole che sorge è sempre lo stesso ma ogni giorno è diverso” Cicerone.
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