Come gestire l’ansia da lavoro

L’ansia da lavoro è un disturbo largamente diffuso nella società in cui viviamo dove le pressioni legate alle prestazioni lavorative possono spesso diventare insostenibili. È importante riconoscere i sintomi dell’ansia da lavoro, nota anche come ergofobia, per poterla gestire adeguatamente. In questo articolo parlerò delle cause dell’ansia da lavoro, degli effetti sulla salute e fornirò piccoli consigli utili per la gestione dello stress lavorativo.

L’ansia è una emozione normale che ci avverte di un possibile pericolo o minaccia. Può essere definita come una sensazione soggettiva di tensione, apprensione e paura che si manifesta in risposta a stimoli percepiti come minacciosi, pericolosi o stressanti.

A livello fisiologico, quando si prova ansia il corpo attiva il sistema nervoso simpatico che prepara il corpo alla “lotta o alla fuga”. Ciò si traduce in sintomi fisici come l’aumento della frequenza cardiaca, una respirazione più rapida fino a sudorazione e tremori.

A livello psicologico, i sintomi dell’ansia includono pensieri negativi, preoccupazioni e paure legate ad eventi futuri, sensazioni di perdita di controllo, difficoltà di concentrazione.

Cos’è l’ansia da lavoro?

L’ansia da lavoro è un problema è una condizione di stress che può avere effetti negativi sulla salute mentale e fisica, influenzando anche la produttività e la qualità del lavoro svolto.

Esistono molti studi che si occupano dell’ansia connessa al lavoro e di tutte quelle dinamiche che animano i contesti lavorativi e che potrebbero rivelarsi come stressor o minaccia all’equilibrio psicologico. I fattori di stress psicosociali legati all’ambiente di lavoro, inoltre, sono di particolare interesse perché possono essere prevenuti più facilmente rispetto ad altri eventi della vita, che sono spesso inevitabili. E’ importante tenere presente che i fattori di stress a lungo termine quindi che durano diversi mesi o anche anni, possono causare malattie più gravi e contribuire a un maggiore tasso di recidiva.

Le paure e le preoccupazioni relative al proprio contesto lavorativo possono essere difficili da affrontare e la persona può sentirsi sopraffatta

Come riconoscere l’ansia da lavoro? Sintomi

Quando le richieste sul lavoro risultano troppo elevate per ritmo, sforzo e/o volume di lavoro, possono insorgere alcuni segni e sintomi a cui è importante prestare attenzione. I campanelli d’allarme che possono far capire che l’ambiente lavorativo è causa di disagio sono molteplici e di diversa natura.

Possono esserci sintomi fisici come mal di testa, disordini gastrointestinali, problemi respiratori, tachicardia, nausea, fatica ecc. Sintomi psicologici come insonnia, depressione, crisi di pianto, apatia, senso di colpa, impotenza ecc. E sintomi comportamentali come difficoltà nel prendere decisioni, scarso rendimento, ritardi frequenti, assenteismo ecc.

Quando andare a lavoro induce disagio pervasivo e persistente, l’ansia può trasformarsi in un vero e proprio disturbo che necessita di un intervento specialistico.

I disturbi d’ansia vengono alimentati da alcuni meccanismi mentali come la ruminazione mentale (la tendenza a concentrarsi passivamente e ripetutamente sui propri sintomi) e questo non fa altro che intensificare gli stati d’ansia, già vissuti come reazione agli stressor lavorativi, innescando così un circolo vizioso.

L’escalation dei sintomi ansiosi può, infine, comportare l’insorgenza di attacchi di panico, durante i quali l’attivazione fisiologica si accompagna alla sensazione di aver perso totalmente il controllo.

Cause dell’ansia da lavoro

Le cause dell’ansia connessa al lavoro sono un insieme di variabili situazionali e individuali. La ricerca scientifica indica che i fattori situazionali sono quelli maggiormente correlati al fenomeno e possiamo ad esempio trovare :

  • il carico di lavoro (sovraccarico o riduzione);
  • il ritmo di lavoro eccessivo;
  • gli ambienti di lavoro;
  • il ruolo e dalla responsabilità, soprattutto tra i ruoli manageriali.
  • ambiguità o mancanza di chiarezza circa il ruolo e le informazioni necessarie per svolgere il lavoro;
  • richieste e aspettative di lavoro che risultano incompatibili e incongruenti.

Relativamente alle dinamiche relazionali, il rischio peggiore per la comparsa di stati ansiosi e stress in contesti organizzativi è il mobbing, situazione di conflitto interpersonale grave altamente stressante in cui esiste una differenza di potere tra le parti.

Ci sono senza dubbio aspetti della nostra personalità e del nostro temperamento che influiscono sulla percezione delle dinamiche lavorative e sulla possibilità di sviluppare stati ansiosi ad esse connessi.

Se, pertanto, il contesto organizzativo, il ruolo che ricopriamo o alcune caratteristiche proprie del nostro funzionamento conducono a stress elevato e ansia ricorrente è bene rivolgersi prontamente ad un professionista.

Ecco alcune tra le tecniche di rilassamento che puoi provare per gestire l’ansia lavorativa:

  • Respirazione diaframmatica: inspira ed espira lentamente concentrandoti sul respiro addominale.
  • Visualizzazione guidata: immagina una scena rilassante nei minimi dettagli mentre inspiri ed espiri.
  • Mindfulness: concentrati sul momento presente senza giudizi osservando pensieri ed emozioni.
  • Tecnica del rilassamento progressivo: contrai e rilascia gruppi muscolari per indurre una sensazione di calma.
  • Ascolta musica rilassante: suoni dolci che aumentano il rilassamento fisico e mentale.
  • Cammina all’aperto: prenditi una breve pausa per schiarirti le idee con una passeggiata.
  • Parla con un collega: condividere preoccupazioni può alleggerirle.

Scegli la tecnica che preferisci e prova ad applicarla anche solo per 5-10 minuti durante le pause lavorative.

Quando l’ansia diventa estrema e incontrollabile, sfociando in uno dei suddetti disturbi d’ansia, occorre un intervento professionale che possa aiutare la persona a gestire i sintomi così fastidiosi e invalidanti.

Psicologo per affrontare l’ansia da lavoro

Gli interventi psicologici per i disturbi d’ansia sono il trattamento principale e dal quale è difficile prescindere. In particolar modo la terapia cognitivo comportamentale ha mostrato tassi di efficacia elevatissimi e si è affermata nella comunità scientifica come la strategia di prima scelta nella cura dell’ansia e dei suoi disturbi.

L’intervento richiede solitamente alcuni mesi, con sedute a cadenza settimanale o bisettimanale.

In alcuni casi è necessario assumere dei farmaci che sono utili per gestire le fasi più acute.

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