La dipendenza affettiva è una condizione psicologica in cui una persona sviluppa una forte dipendenza emotiva e mentale da un’altra persona.
La relazione diventa fonte di insoddisfazione e frustrazione ma, se portare avanti la relazione sembra difficile, il pensiero di troncarla è insopportabile. La dipendenza affettiva si crea in questa contrapposizione tra il “non poter vivere con” e il “non poter vivere senza”: in questi casi il funzionamento della persona dipende dalla propria relazione affettiva.
La dipendenza affettiva fa parte delle “nuove dipendenze”, ovvero quei processi che presentano le stesse caratteristiche della tossicodipendenza ma non sono causati dall’azione di una sostanza di abuso.
La persona con dipendenza emotiva sente il bisogno continuo di conferme e approvazione da parte di un’altra per sentirsi emotivamente appagata e accettata. Scatta una vera e propria dipendenza mentale ed emotiva dall’altro, che diventa la principale fonte di benessere psicologico.
Questa condizione puo’ svilupparsi soprattutto in seguito a deprivazioni affettive pregresse, come abbandoni o traumi infantili non elaborati: comporta una mancanza di autostima e identità proprie, che vengono trovate quasi esclusivamente nella relazione.
Il distacco dal partner genera un forte senso di vuoto, paura dell’abbandono e ricerca di continue conferme che possono manifestarsi anche con comportamenti manipolatori verso il partner.
Nelle prime fasi dell’innamoramento, le persone esibiscono sintomi che hanno uno stretto legame con la dipendenza da sostanze, tra cui: euforia, astinenza, tolleranza di comportamenti dispregiativi, dipendenza fisica e psicologica, -ricaduta.
L’amore in questi casi è paragonato a una sostanza d’abuso che crea dipendenza. Trovarsi in una relazione stimola le aree cerebrali della persona legate alla ricompensa, proprio come le droghe; allo stesso tempo, porre termine a una relazione può provocare ansia e depressione.
Nella vita quotidiana, questi segni e sintomi si riflettono in una grande varietà di comportamenti e atteggiamenti del dipendente affettivo:
La persona con dipendenza affettiva presenta i seguenti sintomi:
Le evidenze cliniche confermano lo stereotipo che persona sofferente di dipendenza affettiva sia la donna, ma negli ultimi anni si assiste ad un progressivo aumento di casi anche nel versante maschile.
Le caratteristiche di una dipendenza affettiva si intrecciano, in larga parte, ai tratti di una personalità di tipo dipendente.
Difficoltà nel prendere decisioni, anche quotidiane, senza chiedere consigli e rassicurazioni. La mancanza di fiducia nella propria capacità di fare scelte corrette, e l’estrema colpevolizzazione quando si commettono errori, rende terrificante la possibilità di sbagliare.
Bisogno che altre persone si assumano la responsabilità di ambiti importanti della propria vita. Le sfide quotidiane diventano difficoltà insormontabili e impossibili da affrontare da soli
Difficoltà nell’essere in disaccordo con gli altri. Una persona dipendente sente di non avere abbastanza valore da poter esprimere un’opinione personale che si discosti da quella di qualcuno da cui dipende
Difficoltà nel portare a termine progetti o attività in autonomia. La paura, in questo caso, riguarda il fatto che le altre persone potrebbero accorgersi del fallimento, percepito come inevitabile
Emozioni negative come ansia o disperazione al pensiero di essere soli o poter rimanere da soli.
Assumersi la colpa o la responsabilità di eventi o situazioni negative, anche quando non è vero oppure non è possibile identificare un responsabile. Colpevolizzarsi rappresenta una modalità di mantenere il controllo su circostanze, molto spesso, incontrollabili
Incapacità di creare o difendere i propri spazi o confini. La persona dipendente struttura la sua quotidianità in relazione all’altro: non riesce ad avere spazi propri e non riesce a mettere limiti né a rispettare i limiti del partner nei propri spazi personali.
E’ inevitabile che i comportamenti della persona dipendente hanno un impatto importante sulla coppia. Il partner puo’ percepire un sentimento di soffocamento e avvertire la mancanza di spazi personali. La scarsa autonomia nelle decisioni e nei comportamenti, rende il rapporto sbilanciato.
Subentra anche la gelosia patologica e che sfocia nel controllo ossessivo nei confronti del partner e si manifesta con la difficoltà nel gestire le emozioni come rabbia (scenate di gelosia ingiustificate) e tristezza quando si è lontani dal partner.
Il dipendente metterà in atto comportamenti manipolatori per ricevere continua conferma dell’amore e attenzioni avendo difficoltà nell’accettare i limiti e i momenti di separazione che fanno parte di ogni coppia.
Il partner si sente quindi soffocato e si allontana progressivamente stancandosi dei comportamenti dipendenti.
Come accade per gli altri generi di dipendenza, la guarigione dalla dipendenza affettiva è un processo complesso e che, in alcuni casi, può richiedere del tempo.
I presupposti fondamentali sono che la persona riconosca la propria dipendenza, e prenda progressivamente coscienza delle conseguenze che essa ha prodotto e potrebbe produrre in futuro. Ogni tipo di percorso terapeutico si fonda poi sulla volontà di intraprendere un processo di cambiamento.
Tutto ciò richiede un’iniziale dose di coraggio perché, nella maggior parte dei casi, comporta il porre fine alla relazione disfunzionale e cominciare a gestire l’astinenza.
La terapia cognitivo comportamentale è molto indicata per la dipendenza affettiva e si compone di diverse fasi:
Valutazione e la formulazione del caso. Si ripercorre la storia della relazione attuale e di quelle passate, delineando gli eventi che hanno contribuito all’instaurarsi della convinzioni di non poter essere amati e si cerca di comprendere come si sia instaurata la dipendenza affettiva come modalità per colmare e compensare le mancanze. Sono molto importanti le risorse famigliari e amicali in questa prima fase in cui si deve sopportare l’astinenza.
Concettualizzazione del caso. La consapevolezza del disturbo, delle sue dinamiche e dei circoli viziosi che si instaurano rappresenta il passaggio per capire come gestire eventuali ricadute. Ci si focalizza principalmente sulla ristrutturazione dei pensieri disfunzionali legati al proprio valore e alla propria amabilità.
Devono essere gestite le emozioni legate alla paura della solitudine, del rifiuto e dell’abbandono, ma vanno anche analizzate le aspettative irrealistiche del paziente nei confronti dell’idea di amore che si è costruito.
Accompagnare all’assertività. La capacità di riconoscere ed esprimere i propri bisogni ed emozioni contribuisce alla costruzione dell’autostima e del senso di Sé, mantenendo la connessione con l’altro. In concreto gli interventi saranno finalizzati ad interrompere i vecchi schemi relazionali come ad esempio buttarsi immediatamente in nuove relazioni ignorando segnali allarmanti e/o senza aver prima ben compreso i propri bisogni e confini.
Accettazione e gestione delle emozioni dolorose. Sentimenti come la colpa, il rimorso o la vergogna, per molto tempo negati e nascosti, vengono fatti emergere all’interno del setting protetto della seduta e, gradualmente, accettati come parte integrante della propria persona, nel qui e ora.
In alcuni casi, la terapia cognitivo comportamentale può essere integrata con tecniche di Mindfulness, di grande utilità per gestire la ruminazione sulla propria relazione, attuale o passata, promuovendo, allo stesso tempo, l’apertura e la consapevolezza delle proprie emozioni e un atteggiamento compassionevole verso sé stessi.
Se ritenete di avere un partner con dipendenza affettiva ascoltate con empatia i suoi stati d’animo senza giudicare o criticare, mostratevi comprensivi quando manifesta comportamenti ossessivi ma anche fermi nel fissare dei limiti chiari. Non cedete sempre alle sue richieste di attenzione e conferme continue per non alimentare il comportamento e incoraggiatelo a coltivare interessi e relazioni al di fuori della coppia per essere maggiormente autonomo.
Potete suggerire con delicatezza di intraprendere un percorso di terapia individuale per comprendere la genesi della sua dipendenza.
Se invece pensate di avere un problema di dipendenza affettiva il prendere consapevolezza del problema e riconoscere i propri comportamentali dipendenti è un primo passo importante nella risoluzione del problema.
Dedicate del tempo a voi stessi, coltivando hobby, passioni e relazioni sociali al di fuori della coppia: imparate a gestire meglio le emozioni senza farle ricadere tutte sul partner.
Accettate i momenti di separazione che ci sono in ogni relazione sana e fissate dei limiti chiari nel rapporto per non essere invadenti con l’altro.
Parlate apertamente con il partner del problema, senza accusarlo, ma chiedendo aiuto e riflettete se seguire un percorso di terapia per comprendere le origini della vostra dipendenza.
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