La depressione è uno dei disturbi mentali più diffusi in Italia, l’Istat stima che il 10% della popolazione ne soffra. La pandemia e il lock down hanno fatto crescere il numero dei casi, incrementato il rischio e diffuso anche su adolescenti e bambini l’incidenza di questa patologia.
“Depressione” è un termine che viene utilizzato per indicare in modo generico una serie di disturbi depressivi che coinvolgono la persona sia a livello psicologico che fisiologico. I disturbi depressivi rientrano nei disturbi dell’umore, dove il significato di depressione è “la presenza di umore triste, vuoto o irritabile, accompagnato da modificazioni fisiche, fisiologiche e cognitive che incidono in modo significativo sulla capacità di funzionamento dell’individuo.”
Al contrario di quanto si potrebbe pensare, la malattia depressiva non interessa solamente la sfera emotiva e l’umore del paziente, ma interessa anche il corpo, influenzando comportamenti e manifestandosi anche con sintomi fisici.
Le esatte cause alla base della depressione e dei disturbi depressivi in generale non sono del tutto note. Tuttavia, si ritiene che nell’eziologia della malattia via sia il coinvolgimento di molteplici fattori (eziologia multifattoriale), inclusi quelli di natura genetica, ambientale e sociale.
Anche l’ereditarietà sembra giocare un ruolo rilevante nell’insorgenza di disturbi depressivi: la depressione tende a svilupparsi più comunemente fra i famigliari di primo grado di pazienti affetti da disturbi depressivi.
In alcuni casi, inoltre, i disturbi depressivi possono essere la conseguenza di altre condizioni fisiche presenti (ad esempio, malattie gravi), oppure possono insorgere in seguito all’utilizzo di alcuni farmaci o di sostanze (incluse le droghe d’abuso).
I sintomi con cui la depressione si manifesta possono essere di diverso tipo e possono variare in funzione della forma depressiva che interessa il paziente e della sua gravità, senza contare che potrebbe esservi anche una variabilità soggettiva da individuo a individuo.
Sintomi cognitivi (ad esempio, diminuzione della concentrazione, incapacità di prendere decisioni, ecc.);
Sintomi affettivi (ad esempio, marcata tristezza, umore depresso, perdita di interesse e piacere nello svolgere attività, ecc.);
Sintomi comportamentali (ad esempio, alterazioni dell’appetito, ipersonnia o diminuzione del sonno, rallentamento motorio, ecc.);
Sintomi fisici (ad esempio, spossatezza, stanchezza costante, affaticabilità, palpitazioni e tachicardia, mal di testa, dolori muscolari e articolari, ecc.).
La persona con depressione presenta pertanto un persistente ed accentuato umore basso e triste, un senso di frustrazione, percepisce diminuzione dell’interesse e del piacere nel svolgere qualsiasi tipo di attività, scarsa autostima, difficoltà di concentrazione, assenza di desiderio sessuale, mancanza di appetito, insonnia ecc. La depressione può altresì associarsi a stati d’ansia e a pensieri suicidi o autolesionisti.
Nelle forme bipolari, inoltre, come già detto, ai sintomi depressivi si associano anche stati di mania e ipomania.
Si manifesta entro i primi 6 mesi dal parto e colpisce circa il 15-20% delle neomamme. I sintomi sono simili ad altre forme di depressione ma possono includere anche sentimenti negativi verso il neonato.
Le cause sono legate agli importanti cambiamenti ormonali dopo il parto, alla carenza di sonno, ai nuovi compiti di madre e allo stress psicologico. È importante riconoscerne tempestivamente i sintomi per iniziare subito le cure. Non va sottovalutata per non compromettere il legame madre-bambino.
La terapia consiste principalmente in psicoterapia e, se necessario, antidepressivi ritenuti sicuri durante l’allattamento (es. sertralina).
Un supporto psicologico, l’aiuto pratico da parte di familiari e il riposo sono indispensabili per sostenere la neo mamma ed evitare l’aggravarsi di questo disturbo.
Il rischio aumenta in caso di depressioni pregresse, stress di vita elevato, mancanza di una rete familiare di sostegno.
Con un trattamento adeguato, la depressione post partum risponde molto bene e non pregiudica il benessere a lungo termine della mamma e del bambino.
Il trattamento della depressione dipende da diversi fattori, sono da tenere in considerazione sia la forma depressiva che colpisce il paziente quanto la sua gravità.
Il trattamento della depressione prevede una terapia di combinazione che associa un sostegno psicologico ad un trattamento farmacologico.
I farmaci impiegati nel trattamento della depressione sono i cosiddetti farmaci antidepressivi.
Se ritiene di soffrire di un disturbo depressivo o se ne potrebbe soffrire una persona a lei vicina la prima cosa da fare sarebbe quella di chiedere aiuto al medico, oppure a famigliari, amici o confidenti. È importante agire subito al fine di garantire una diagnosi precoce e un intervento tempestivo.
Purtroppo, le persone che soffrono di depressione raramente ne riconoscono i sintomi e non si rivolgono al medico.
Il percorso terapeutico va stabilito, quindi, con l’aiuto di un medico specialista, in relazione alle caratteristiche dell’individuo e della malattia e deve essere personalizzato.
Nelle forme più lievi, per uscire dalla depressione può essere indicata la sola psicoterapia, allo scopo di risolvere o ridurre i sintomi della malattia.
Aree di intervento
©2023 - 2026 | Tutti i diritti riservati